• CONCORSO RIABITA CASCINE E CASALI
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CONCORSO RIABITA CASCINE E CASALI

2009

L’intervento di recupero del borgo rurale si colloca all’interno dei confini del Parco Lombardo della Valle del Ticino  in Località Rubone del comune di Bernate Ticino, in provincia di Milano. In quest’area agricola l’uomo è riuscito a mantenere un ambiente piacevole e in equilibrio con i processi dinamici della natura plasmando il paesaggio agricolo senza intervenire in modo aggressivo come avvenuto in altre zone della Pianura Padana dove prevalgono, invece, coltivazioni intensive a monocoltura. La presenza della ex Chiesa di santa Maria della Pace testimonia l’esistenza di una comunità autonoma in questo luogo già da prima del ‘500. Una lapide posta nella chiesetta di Rubone ricorda che nel 1816 il conte Alessandro Annoni ricostruì a proprie spese la cascina e la chiesa, liberando la località “dall’aria malsana”.

Il nucleo della cascina Rubone costituì in passato un’antica località di sosta lungo il Naviglio Grande, ricovero per i passeggeri. Dopo l’escavazione del Naviglio Grande l’abitato divenne punto di sosta dei barconi che navigavano il canale: residenza dei “barchiroli” il borgo deve la sua decadenza con la diminuzione del trasporto delle merci lungo il Naviglio. L’impianto abitativo aveva una sua propria autonomia ed un supporto commerciale fino alla distruzione dei vigneti ed alla realizzazione di un ampia cava per la ghiaia.

Venendo meno le attività lavorative sul luogo e non avendo tempestivamente offerto alternative di lavoro alla popolazione esistente, si è prodotto un rapido abbandono della zona ed un incontrollato degrado delle strutture architettoniche. Attualmente dopo le operazioni di bonifica  nell’alveo della cava è possibile riproporre la rinascita del complesso edilizio, infatti l’area si trova all’interno di un ampia ansa del Naviglio Grande e l’insieme dell’ex cava con la penisola di Rubone costituiscono un unico e fortunato episodio di equilibrio ambientale predisposto naturalmente al ritorno dell’originaria destinazione abitativa.

L’intervento di recupero del Borgo di Rubone si fonda su tre presupposti progettuali fondamentali:

  1. non erodere inutilmente territorio naturale al di fuori dell’area già edificata storicamente;
  2. restaurare i fabbricati storici esistenti e recuperabili della torre e della chiesa;
  3. ristrutturare tutti i fabbricati esistenti ricostruendoli secondo l’architettura locale.

Con tale approccio progettuale sarà  salvaguardata la visione paesaggistica complessiva del luogo senza turbare gli elementi agricoli, architettonici e naturali attualmente presenti.

Il borgo recuperato, infatti, manterrà la sua struttura e composizione originaria in quanto gli edifici ristrutturati avranno la medesima forma, posizione e altezza. Solo le dimensioni planimetriche subiranno le minime modifiche per rientrare nei parametri richiesti dalla recente normativa in merito al risparmio energetico. Nella ristrutturazione dei singoli edifici, inoltre, saranno mantenuti tutti gli elementi della tradizione quali ballatoi, portici, serramenti, ecc.., consentendo il mantenimento dell’aspetto tradizionale.

A tale scopo gli intonaci a base calce saranno nei colori della tradizione: giallo, color mattone e nocciola chiaro e sotto l’aspetto architettonico tutti gli edifici presenteranno dettagli, materiali e caratteristiche simili (ma non uguali) ma sempre riferibili alla tradizione costruttiva locale tipica delle cascine lombarde e piemontesi.

Alcune caratteristiche architettoniche riguardano l’utilizzo di:

– superfici alternate d’intonaci e mattoni anticati,

– contorni lapidei limitati esclusivamente agli ingressi delle unità abitative,

– recupero dell’immagine del ballatoio distributivo adottando piccoli terrazzi privati

contigui

realizzabili con lastre e mensole di beola,

– ringhiere in ferro battuto,

– serramenti finestre e persiane nonché e le orditure delle coperture saranno in legno

– tetti in coppi con  falde inclinate, secondo le pendenze storicamente riscontrabili, e

comignoli in  muratura (non prefabbricati ma costruiti in opera)

– grigliati in muratura secondo le diverse disposizioni caratteristiche delle vecchie

cascine

– testate degli edifici tutte differenziate ma sempre caratterizzate da elementi della

tradizione   (finestre circolari, solette delimitate, ecc…)

Sempre nell’intento di ristrutturare gli edifici mantenendo inalterata la tradizione architettonica locale, sarà introdotto un elemento di assoluto valore innovativo per quanto riguarda le coperture, utilizzando un coppo con prodotto fotovoltaico integrato, con il doppio scopo di applicare un modello energetico sostenibile limitando al massimo l’impatto visivo dei tradizionali pannelli fotovoltaici. Si ricorda infatti che il borgo è inserito in un’area naturalistica di grande pregio ed il rispetto degli aspetti ecologici assume grande importanza.

Anche il progetto architettonico ed esecutivo sarà rivolto al contenimento del consumo energetico (ottenendo specifica classe energetica degli edifici, relazione termotecnica, materiali isolanti, vespai, ecc…) e utilizzo di materiali tradizionali ed ecocompatibili secondo le tendenze più moderne.

Per quanto riguarda gli impatti ritenuti “cronici” e dovuti sostanzialmente alla realizzazione degli edifici residenziali è stata posta particolare attenzione all’aspetto energetico, attraverso la limitazione della produzione di CO2 e di inquinanti legati alla combustione di combustibili fossili. A tale scopo la previsione della posa di coppi fotovoltaici si ritiene un elemento di grande pregio del progetto così come il controllo dell’efficienza energetica degli edifici nell’isolamento termico in generale.

A tale scopo anche la realizzazione di un impianto di fitodepurazione per il trattamento dei reflui civili rappresenta elemento di pregio sia sotto l’aspetto paesaggistico sia sotto l’aspetto più prettamente ecologico. L’impianto di fitodepurazione in progetto, infatti, determinerà la messa a dimora di essenze vegetali funzionali allo scopo, che aumenteranno contemporaneamente il pregio tecnologico e naturalistico dell’intero progetto. Per tale motivo si ritiene che la produzione di reflui civili, ora assente, non influenzerà negativamente la qualità delle acque presenti, elemento di grande importanza paesaggistica locale, e non incide sulla qualità percettiva del paesaggio consentendo alle acque del Naviglio Grande, che raccoglieranno gli scarichi, di mantenere la loro limpidezza.

L’attenzione nell’utilizzo di materiali idonei al basso impatto ambientale sarà fondamentale per la pavimentazione della viabilità interna sia di tipo pedonale che carrabile (solo riservata ai residenti), sistema dei parcheggi, aree di sosta, ecc…. I viali interni al borgo  così come la strada bianca di accesso saranno realizzati in ghiaietto o calcestre, evitando così l’impermeabilizzazione dei suoli attualmente sterrati e mantenendo in sostanza l’aspetto attuale, evitando così un potenziale impatto paesaggistico. Al fine di limitare l’impermeabilizzazione dei suoli anche la realizzazione dei parcheggi, della viabilità interna e delle vie di accesso ai fabbricati  essere realizzata con materiali permeabili al fine di non alterare i regimi idrici delle acque.

Le recinzioni vegetali delle aree private saranno realizzate esclusivamente con essenze arboree a formazioni di siepi basse per la separazione delle proprietà

Il progetto illuminotecnico sarà attento e compatibile secondo le attuali tendenze ambientali con utilizzo di prodotti in stile e a basso consumo ed impatto ambientale per le parti comuni con particolare attenzione agli aspetti dell’inquinamento luminoso. Pertanto saranno previsti solo prodotti a livello del suolo.

L’adduzione della linea elettrica e del gas sarà affrontata con percorso interrato fino ai fabbricati e ci sarà uno studio attento per il riutilizzo dell’acqua piovana (con cisterne interrate) per l’irrigazione ed il mantenimento del verde dell’area.

Infine il progetto non prevede alcun intervento di rimozione della vegetazione, ma anzi la piantumazione di nuove essenze vegetali arboree e pertanto non influenza in alcun modo l’integrità e la continuità dei boschi planiziali tipici della Pianura Padana.

Il progetto di recupero dell’insediamento rurale del borgo Rubone, quindi, consentirà la rinascita di un elemento di grande pregio architettonico e storico locale, determinando un migliore inserimentopaesaggistico degli edifici e sarà in accordo, sia per la natura dei materiali sia per i colori degli stessi, con gli altri elementi presenti nel paesaggio locale, fondendosi con esso e limitando l’attuale impatto causato dall’abbandono e dalla fatiscenza attualmente presente.