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Nuovo edificio sostenibile – Struttura polivalente per l’oratorio S.Ildefono

450

Milano

2015

NUOVI EDIFICI POLIFUNZIONALI PER GLI ORATORI – UN ESEMPIO A MILANO COME MODELLO DA SEGUIRE

Progetto presentato al convegno tenutosi il 28.02.2018 : CHIESA OGGI ARCHITETTURA E COMUNICAZIONE

Vedi notiziario di Chiesa Oggi 

PROGETTO PUBBLICATO SUL N.10872018 DI CHIESA OGGI – vedi articolo a pag.57

 L’ORATORIO E LA NECESSITA’ DI SPAZI  POLIFUNZIONALI

 L’oratorio è universalmente riconosciuto come uno dei principali luoghi di aggregazione per i bambini ed i ragazzi, se non l’unico disponibile nelle piccole realtà. Gli oratori oggi dispongono di sale per incontri, aree gioco all’aperto anche per i più piccoli, impianti sportivi, sale ricreative. Non tutti dispongono però di un vero ampio spazio per raccogliere dalle 50 alle 80 persone, che sia libero da interruzione visive di pilastri strutturali, che sia tutto su un unico livello e dislocato al piano terreno per evitare qualsiasi tipo di barriera architettonica, ma soprattutto che sia flessibile alle varie attività .

Gli oratori sono aperti tutti i giorni promuovendo una grandissima varietà di attività, che danno vita a offerte di servizi per l’infanzia e l’adolescenza molto diversi durante tutto il periodo dell’anno con una presenza sempre crescente di ragazzi stranieri .

Con la legge regionale n.22/2001, la Lombardia ha pienamente riconosciuto la funzione sociale ed educativa degli oratori parrocchiali promuovendo azioni di sostegno finanziario che hanno certamente ispirato poi  la Legge Nazionale n.206 del 1 agosto 2003.

Il tempo libero occupa un posto di una certa importanza nella scala dei valori dei giovani di oggi perché in questi ultimi anni ha assunto un valore e una caratteristica del tutto diversa dal passato. Naturalmente è condizionato dall’età: più aumenta l’età giovanile e più diminuisce il proprio tempo libero a disposizione e lo sport rappresenta ancora  una delle attività senza dubbio più seguite anche se dopo i 18 anni si assiste al fenomeno di ritrovare i nuovi luoghi d’incontro nei nuovi centri commerciali che rappresentano le nuove piazze dei giovani d’oggi.  Il filo conduttore che lega le attività del tempo libero rimane comunque l’aspetto relazionale e l’oratorio rappresenta l’importante strumento per favorire  la crescita umana e spirituale dei giovani promuovendo il suo carattere unico di apertura ed accoglienza senza confini. Ecco allora che gli oratori delle parrocchie diventano lo spazio per l’incontro/confronto di esperienze, culture ed opportunità diverse, un ambiente educativo se aiuta le persone a porsi in un ottica di cambiamento quanto mai importante se trasmessa nell’età pre-adolescenziale e adolescenziale Quest’opportunità deve essere colta con preparazione e con le giuste risorse per gestirne le dinamiche dei ragazzi che diventano adulti aiutandoli a trovare se stessi. Le relazioni interpersonali possono essere coltivate nelle attività di formazione e catechesi, attività ludiche ed aggregative, organizzazione di feste che necessitano di spazi adeguati perché  i giovani hanno bisogno anche di luoghi al di fuori della famiglia dove poter sperimentarsi e continuare il loro percorso di crescita aprendosi al mondo.

In questo senso anche i luoghi fisici rappresentano un fattore importante per l’esito dell’attività stessa e , senza dimenticare che rappresentano solo uno strumento e non un fine, le strutture acquisiscono notevole importanza nel dare valore a ciò che si fa. Allora ci vogliono anche spazi adeguati alle moderne esigenze ma che costino poco nella loro costruzione e soprattutto nella loro gestione poichè limitate sono le risorse delle parrocchie. In queste pagine si descrive un progetto pilota di un edificio polifunzionale che ha saputo coniugare qualità estetica e costi contenuti nella sua costruzione ma soprattutto ha annullato i costi della sua gestione dei consumi energetici, ormai a regime da due anni, grazie all’involucro altamente performante . Lo schema progettuale molto semplice ma funzionale unito al sistema costruttivo innovativo ed i costi perfettamente sostenibili caratterizzano questo progetto come un prototipo da riproporre ad altre situazioni  perché facilmente adattabile alle esigenze di qualsiasi oratorio.

CHIESA DI SANT ILDEFONSO (1954-1956)  – CARLO DE CARLI

Terminata nello stesso anno della Madonna dei Poveri di Figini e Pollini e dedicato dal Cardinal Giovanni Battista Montini, in memoria del suo predecessore Cardinal Schuster al culto di Sant’ildefonso, questa chiesa è strutturata sul tema della centralità che, in un compiuto gioco di rimandi, dalla collocazione urbana su una piazza circolare, si riverbera nella soluzione di facciata con due bracci laterali che si protendono ad accogliere i fedeli presso la concavità dell’ingresso (soluzione oggi alterata dall’inserimento di rampe d’accesso per disabili e di un nuovo volume d’accesso che negano il precedente sagrato), fino all’interno dove il fulcro della composizione planimetrica stellare si rivela essere l’esagono dell’area presbiteriale, sormontato da un alto ciborio sorretto da sei colonne e coronato da tre ordini sovrapposti di balconate ad anello, la cui sequenza si perde ad incontrare la luce naturale immessa dalla torre-lanterna. Lo spazio così generato raccoglie i fedeli attorno all’altare, rivolto all’assemblea secondo il rito ambrosiano, ben primache quest’orientamento venga sancito dalla riforma del Concilio Vaticano II. Il corpo dell’edificio è trattato in laterizi a vista, così come a vista sono lasciati i segni delle  strutture portanti, mentre alcuni inserti in vetrocemento colorato, poco evidenti esternamente, all’interno contribuiscono ad alleggerire i partiti murari immettendo fasci di luce multicromatica che si miscelano a quella proveniente dalla lanterna ed a quella, inaspettata, di coronamenti di lampade al neon integrate alle solette delle balconate aree del ciborio che nelle ore più buie ne disegnano gli esagoni, in una luminescenza quasi astratta. L’altare maggiore diventa  compositivamente il centro di un esagono verso il quale converge ogni altro moto compositivo della chiesa. L’idea di Carlo De Carli ci riporta allo spazio interno della chiesa come fulcro spaziale in un castello esagonale praticabile di pilastri e travi che diffonde la luce bianca del tiburio sull’altare e nell’intorno, per poi articolarsi in due navate laterali che abbracciano il sagrato esterno. Definito come “spazio delle prime tensioni interiori”, ma anche come “spazio del gesto” e come “spazio di relazione”, lo spazio primario nasce nel momento in cui l’io si apre agli altri e al mondo in un atto di incontro e di umana solidarietà: io e tu, io e voi, qui ed ora, in qualsiasi occasione: anche questa.

IL NUOVO CENTRO POLIFUNZIONALE

La costruzione del nuovo edificio sostituisce in parte un edificio esistente ex Acli che per ragioni funzionali ed energetiche, era antieconomico pensare di recuperare. Un’eventuale ristrutturazione dell’immobile, inizialmente presa in esame, è stata da tempo esclusa, poiché bisognerebbe ricostruire tutta la pesante copertura ed effettuare un considerevole intervento di sottomurazione sulle fondamenta. In aggiunta bisogna considerare che si tratta di una struttura già costruita in economia alla fine degli anni ‘50, con impiantistica e dotazioni non più in linea con le attuali normative di sicurezza.  La scelta di procedere alla completa demolizione dell’intera palazzina , oltre a motivi legati al suo cattivo stato di manutenzione  e qualità, è anche in funzione delle nuove necessità di fruizione dell’area e degli interventi che la Parrocchia ha programmato. Il progetto  pertanto ha previsto la realizzazione di una nuova struttura più leggera e di forma rettangolare , con parte della copertura in legno lamellare e su unico livello, con la creazione di adeguato vespaio, e soluzioni impiantistiche innovative che consentiranno di contenere notevolmente i costi di gestione.

La collocazione della nuova struttura in posizione perpendicolare rispetto a quella attuale consentirà di liberare un grande spazio, indicativamente di 400 mq, nella parte centrale dell’oratorio, tra la palestra, il campo di calcio, la chiesa e l’accesso al sotto chiesa, che andrebbe a costituire una sorta di ‘piazza centrale’ attorno alla quale si potrà concentrare l’attività delle varie componenti della vita parrocchiale. Questa piazzetta consentirà di spostare il “baricentro dell’oratorio” in una posizione migliore, più centrale e controllabile, rispetto alle attuali situazioni più periferiche e di riunire le varie componenti dell’oratorio e della vita parrocchiale in un ambito nuovo e condiviso;

La forma del nuovo edificio è pressoché rettangolare e le sue dimensioni sono determinate in questo caso dal proseguimento del passo strutturale determinato dalla realizzazione della nuova zona degli spogliatoi dedicati all’attività sportiva giovanile che l’oratorio di questa parrocchia ha portato avanti in tutti questi anni,  ma possono essere liberamente modulato a seconda delle proprie necessità ed esigenze.

La copertura a botte della zona destinata al salone consente  di non avere pilastri all’interno dello spazio fornendo la possibilità di creare una  grande sala parrocchiale e polivalente. Sulla parte piana sopra i spogliatoi sono stati  montati, in maniera assolutamente invisibile da terra,  i pannelli fotovoltaici previsti in numero sufficiente per l’approvvigionamento completo dell’energia elettrica necessaria al riscaldamento ed alla produzione di acqua sanitaria.

La struttura dell’edificio è molto semplice in quanto realizzata con struttura  prefabbricata realizzata in stabilimento e portata in opera e composta con tamponamenti perimetrali costituiti da pannelli in EPS su due lati dei pilastrini portanti interni in cemento armato, ad alte prestazioni isolanti che per ottenere un edificio altamente prestazionale sotto il profilo del contenimento energetico e quindi dei futuri costi di gestione.

Il nuovo edificio in progetto, dalla superficie complessiva di oltre 350 mq.  con il portico annesso sui due lati più rappresentativi, è stato realizzato con il sistema costruttivo brevettato denominato W4GW. Tale sistema è un cassero a modulo per la costruzione di strutture portanti in calcestruzzo armato altamente isolate, rettilinee o curve, che rimane alla fine del getto come isolante. Il cassero è costituito da EPS (polistirene espanso sinterizzato) a perdere, al cui interno vengono gettati i pilastrini, di forma circolare ed armati opportunatamente, a passo prestabilito progettualmente dai calcoli strutturali.

Pannellature di larghezza variabile sono state prodotte per la realizzazione delle sole murature perimetrali e  realizzate prima in laboratorio per poi essere traportate e montate in opera. Il solaio piano di copertura della zona deputata a spogliatoi sportivi è anch’esso in W4GW tipo predalles costituito da pannelli in EPS 150 kpa ad elevato isolamento termico, di spessore come richiesto nel  progetto strutturale.

La copertura della sala comune è stata  realizzata con orditura primaria in legno lamellare curvo pretagliato in appoggio sulle murature perimetrali e con incastri già predisposti. Il manto di copertura è stato previsto in lamiera preverniciata di alluminio graffata. Così come la lattoneria generale anch’essa in alluminio preverniciato . I divisori interni sono stati realizzati con pannelli di gesso fibrorinforzato  montate su doppia orditura metallica in acciaio zincato con interposto doppio isolante in lana di roccia. Le facciate esterne sono in parte intonacate a civile con rasanti corati in pasta e in parte rivestite con listellature di klinker ad effetto mattone. I serramenti saranno in pvc dello stesso colore rosso come quelli esistenti della chiesa e i davanzali e le soglie in serizzo.

Avere degli spazi adeguati è estremamente importante per le attività di un oratorio moderno, esso non sarà mai fatto di edifici ma rimane in piedi solo se in grado di curare le relazioni interpersonali. Ciò riafferma con forza il fatto di avere spazi adeguati alle necessità perché non siamo più nell’epoca in cui gli Oratori si riempivano ogni giorno fino a tarda sera. Al sabato e alla domenica le famiglie preferiscono altro. Ma se una comunità

cristiana investe ancora negli spazi per renderli sempre più sicuri, funzionali, razionali e anche belli… non sperpera risorse, al contrario investe sulla possibilità di aggregare e accogliere le nuove generazioni ed essere in qualche modo profetici nella stesura dei progetti a testimoniare quanto sia importante la vita in oratorio. In apparenza pochi lo sostengono, ma poi quando manca tutti ne sentono la nostalgia.

    Spesso gli oratori sono privi di :   

  • una struttura flessibile e polifunzionale su unico livello e non interrato ma a livello terra, facilmente accessibile senza scale e priva di barriere architettoniche,
  • un portico, cioè uno spazio “aperto ma coperto” di cui tante volte si avverte il bisogno. Quando nei pomeriggi o anche nelle mattine festive l’oratorio è molto frequentato basta una breve pioggia per disperdere i presenti, data la difficoltà di trovare un luogo di riparo;
  • creare il nuovo spazio centrale e aperto (piazzetta) come fulcro delle attività.

      Questo progetto vuole proporre una sorta di “MODELLO” costruttivo, organizzativo e funzionale per risolvere le particolari necessita dell’oratorio moderno  che unitamente all’attività ludica e sportiva che focalizza  l’attenzione dei ragazzi, necessità di spazi polivalenti capaci ad adattarsi alle reali necessità della comunità: dalla festa parrocchiale, alle riunioni pastorali, all’oratorio estivo, al centro anziani, alle raccolte caritatevoli, agli incontri serali, ecc…La struttura doveva essere molto semplice per il contenimento dei costi di costruzione ma allo stesso tempo d’immagine e particolarmente performante sotto l’aspetto energetico per il contenimento dei costi energetici e di gestione assolutamente quale condizione  prioritaria.La copertura a botte della zona destinata al salone  di non avere pilastri all’interno dello spazio fornendo la possibilità di creare una sala polivalente, con capienza fino a 60-70 persone. La parte piana sopra i spogliatoi ha consentito il facile montaggio dei pannelli fotovoltaici previsti in numero sufficiente per l’approvvigionamento completo dell’energia elettrica necessaria al riscaldamento ed alla produzione di acqua sanitaria.Uno schema progettuale e costruttivo molto semplice permette di dimensionare il centro polivalente rispetto alle specifiche esigenze di ogni oratorio e la tecnologia costruttiva adottata ci permette di realizzarlo in pochi mesi con costi estremamente contenuti e soprattutto costi gestionali nel tempo ridotti al minimo possibile. Alcuni numeri per fare chiarezza: questo edificio di mq.355 è costato 460 mila euro chiavi in mano (completo di tutti gli impianti e pannelli fotovoltaici), quindi un costo di €1300,00/mq. e dopo due inverni di monitoraggio dalla fine dei lavori, è accertato che i suoi costi di gestione  sono stati  azzerati .